Un imprevisto
 
Un eveno inprevisto ( ma prevedibile) l' infarto
Domenica 8 gennaio 2006 intorno alle 20 avverto un senso di oppressione al torace, il sintomo lo conosco per l’esperienza indiretta acquisita come soccorritore, è l’infarto. I miei figli mi accompagnano al pronto soccorso e c'è la conferma, fortunatamente prima ancora di iniziare la terapia il senso di oppressione diminuisce e poco dopo scompare. Mi ricoverano comunque all’ U.O. Cardiologia, (UTIC Unità di Terapia Intensiva Coronaria) tutto sembra a posto ma lunedì poco dopo le 12 c’è un nuovo attacco molto più forte e doloroso, per mia fortuna sono nel posto giusto, intervengono immediatamente con i farmaci del caso e dopo pochi minuti il dolore lentamente si attenua notevolmente.
Nel frattempo è stata chiamata l’ambulanza della Pubblica Assistenza di Cecina per trasferirmi all’ospedale di Pisa, un percorso che conosco bene per averlo fatto decine e decine di volte ma le altre volte ero alla guida dell’ambulanza o assistevo il medico di servizio, questa volta sono dall’altra parte, sulla barella. Il dolore è ormai scomparso completamente e mi sorprendo di essere cosi calmo, quasi rilassato, paradossalmente più calmo e rilassato di quando stavo alla guida, ma non è incoscienza, è solo la consapevolezza di essere in buone mani, un equipaggio efficiente, un bravo medico, e poi anche un po’ di sano fatalismo.
Arrivati a Pisa ospedale S. Chiara all’U.O. di Emodinamica Interventistica, nel giro di pochi minuti mi sottopongono ad una Coronografia ed appurato che nelle mie coronarie ci sono due “placche” mi fanno un intervanto detto angioplastica che consiste nell’applicare di uno “stent” (una specie di retina che allarga la coronaria riportandola alle dimensioni precedenti alla formazione della “placca”), due giorni di degenza a Pisa poi ritorno all’ospedale di Cecina, altri tre giorni e sono a casa, a casa a riflettere sulla mia alimentazione eccessiva e sbagliata, su una vita un po’ troppo stressante.
Tutto sommato, per vari motivi, posso ritenermi fortunato, quando è arrivata la prima crisi ho saputo riconoscerla velocemente, ero a meno di un chilometro dall’ospedale e mi hanno accompagnato al pronto soccorso in pochi minuti, la seconda e più seria crisi è arrivata quando ero sotto il controllo di medici ed infermieri solerti e preparati, monitorato e con un’agocanula nel braccio da cui introdurre immediatamente i farmaci per liberare le mie coronarie.
Se tutto questo mi fosse successo quando ero solo, in luogo lontano dall’ospedale, molto probabilmente non sarei qui a tormentare la tastiera del mio PC ma salvo una piccola parte non combustibile sarei andato ad aumentare l’effetto serra, o per dirla alla Guccini “ora sarei nel vento”.

8 Febbraio, è passato un mese ed ho deciso di fare una specie di resoconto annotando l’evoluzione della malattia e della riabilitazione. Ho ripreso una vita pressoché normale, seguo una dieta ipocalorica con, molta verdura, un po’ di frutta, un po’ di pesce, poca carne, pochissimi grassi niente dolci, sono calato di circa sei chili, ero tra i 101e 102 ora supero di poco i 95, sto scoprendo che l’insalata è buona anche senza olio, con poco sale ed un po’ di aceto balsamico, stranamente nonostante una dieta che mediamente è quasi 1000 calorie sotto il fabbisogno non avverto i morsi della fame. Dalla fine di gennaio, ogni volta che la stagione lo consente, faccio delle passeggiate in pineta, prima un km poi due, tre, inizialmente andavo molto piano, oltre ai 15’/km., poi gradatamente ho aumento la distanza delle mie passeggiata a 4, 5, 6 chilometri, ed alternativamente aumentavo un poco il passo, meno di 12’/km, per un po’ resterò su questi valori, prima di aumentare la distanza o accelerare il ritmo consulterò i medici, anche se le sensazioni sono ottime e quando qualcuno mi sorpassa correndo mi viene una gran voglia di seguirlo.

8 marzo, sono passati due mesi, sono calato di altri tre chili abbondanti e le limitazioni alimentari non mi pesano affatto. Ho iniziato la riabilitazione all’ospedale di Cecina, un po’ di esercizi ginnici impostati soprattutto a favorire una corretta respirazione, e pedalate su cyclette attrezzate per rilevare ECG e pressione del sangue. L’impegno è modesto, l’ambiente è confortevole le terapiste che ci seguono mi sembrano molto preparate professionalmente e umanamente premurose e rassicuranti. Continuo con le mie passeggiate che ora sono arrivate a 10 km. che percorro ad un ritmo intorno ai 10’/km. Mi sono iscritto all’associazione “Amici del Cuore”.

10 aprile, ho concluso il ciclo di riabilitazione con una ECG da sforzo che ha dato un responso molto positivo, nella fase culminante della prova ho pedalato per due minuti sviluppando una potenza di 200 W con le pulsazioni a 158/1’. Contemporaneamente alla riabilitazione continuo con le mie passeggiate in pineta, ad un ritmo di marcia tra gli 8 ed i 9’/km. ed ho iniziato a fare anche qualche breve tratto di “corsetta”.

A maggio continuo con le passeggiate, i tratti di coesa aumentano sempre. Ho anche iniziato a lavorare, con calma, uno dei piccoli orti che il comune assegna ai pensionati. il peso continua a scendere in modo costante, sono ormai intorno agli 88 Kg.

Siamo alla metà di Giugno sto bene, sono dimagrito ancora qualche chilo, sono intorno agli 85 – 86 Kg, e continuo ad “allenarmi”, con gradualità ho aumentato i tratti di corsa fino correre per intero i 10 km della pineta in circa 1ora e 10’, escludendo una breve sosta a metà percorso.

Siamo a metà Luglio continuo gradualmente a perdere peso circa un kg in un mese, ora sono stabilmente sotto gli 84 Kg. Per il gran caldo ora vado a corree prestissimo 6:30 - 7:00, la perdita di peso e l’allenamento danno risultati incoraggianti, a pulsazioni più o meno uguali, ora faccio i 10 km in meno di un’ora.

Ai primi giorni di Agosto quando stavo addirittura pensando di partecipare ad una garetta estemporanea organizzata in pineta, mi anno assalito una serie fastidiosi dolori articolari che a partire dalla spalla sinistra da tempo “balzana” per un incidente, hanno fatto il periplo di tutti gli arti. Interrotta la corsa, lavoro nell’orto molto a rilento.
A partire da metà Settembre i dolori erano quasi spariti ed ho ripreso un po’ di attività fisica, bicicletta e passeggiate, ed ho vangato mezzo orto (50 m ²). Nonostante l’attività fisica ridotta il peso se pur lentamente scende ancora, a fine settembre sono a 82,5 Kg poi ancora più lentamente fino ad arrivare sotto gli 81 Kg a metà dicembre, le feste si sa qualche dolcetto un pranzo un po’ più abbondante e mi trovo a chiudo l’anno in leggera risalita vicino agli 82 Kg.
Più di 20Kg in un anno non sono pochi, un amico medico mi dice che anche la curva di avvicinamento è quella giusta.
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